Incorrere in una cattiva digestione è alquanto frequente anche curando la propria dieta alimentare con attenzione. Se alimentarsi in maniera scorretta aumenta considerevolmente il rischio di noiosi fastidi all’apparato grastro-intestinale, si può incappare in una cattiva digestione anche a causa di intolleranze alimentari di cui si è al corrente poco o punto. Le intolleranze alimentari, infatti, non sono necessariamente legate alla qualità del cibo ma al cibo stesso, i cui componenti possono essere assimilati con fatica dall’organismo. Tuttavia è bene sottolineare che le intolleranze incidono poco sulla cattiva digestione, inoltre chi cura la propria alimentazione lo fa anche nella astenendosi dal consumare eventuali alimenti che possono causargli problemi.
Acclarato che una cattiva digestione sia prevalentemente da attribuire a una cattiva alimentazione, le regole per evitare che questo accada sono piuttosto elementari. Una di queste consiste nell’evitare di ingurgitare grandi quantità di cibo. È preferibile nutrirsi con piccoli pasti a distanza di 3 – 4 ore l’uno dall’atro. Tuttavia può capitare di dover partecipare a situazioni conviviali con abbondanza di cibo, ebbene, in questi casi è consigliabile prendersi il tempo necessario per digerire, astenendosi per alcune ore da sforzi o attività stressanti.
Limitare l’alcool, soprattutto a stomaco vuoto, è un’altra di quelle pratiche utili per predisporre l’organismo a una buona digestione. L’alcool tende ad stimolare la produzione dei succhi gastrici, che in mancanza di cibo da digerire, tenderanno a irritare le pareti dello stomaco e a favorire il riflusso esofageo.
Un uso molto moderato di alcool durante un pasto pur non aiutando la digestione, la danneggerà poco o punto e potrà anche influire positivamente sull’umore dei commensali. Tuttavia se nonostante questi accorgimenti si incappasse in una cattiva digestione, si può sempre fare ricorso a leggeri gastro- protettori in grado di ripristinare una corretta digestione e un rapido sollievo.
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