Bici da corsa per iniziare a cambiare il fisico e la mente

Perché la bici da corsa per iniziare un percorso sportivo e di ristrutturazione del proprio fisico Photo by Alex Perez on Unsplash

Perché la bici da corsa per iniziare un percorso sportivo e di ristrutturazione del proprio fisico?
Perché si sta riscoprendo il piacere della pedalata in luogo del rumore e del mero muoversi in automobile: un movimento meccanico e alienante che non prevede soste e che non permette di visionare il paesaggio o di immergersi negli scenari percorsi.
Il ritorno della bicicletta è in fase di crescita di visibilità per via di una forte passione sportiva di sempre più numerosi italiani che si organizzano in clubs e comitati per ciclopasseggiate o gare.
Il ciclista, come il podista, non è un semplice amatore ma uno sportivo e per essere iniziati a questo mondo, si badi bene, ci vogliono delle premesse e dei percorsi di avvicinamento; proprio perché si è scelta una bici da corsa per iniziare a pedalare e non una semplice bicicletta da città.
E’ il caso di parlare del ciclismo amatoriale o organizzato per  declinare su piani fattibili e salutari l’uso di questo mezzo di locomozione che, se ben valutato e conosciuto, diventa un prezioso alleato nella lotta alla vita sedentaria, al fisico decadente, alla mente pigra.
Ma in questi casi, occorre chiarire, non si parla di  mero utilizzo della bicicletta per spostarsi in comodità e con una coscienza ecologica in ordine ma come mezzo sportivo con finalità, per l’appunto, sportive.
In primo luogo un tocco di ottimismo: il ciclismo attrae molte persone avanti con gli anni se non anziani quindi significa che allunga la vita e migliora la qualità della medesima; è proprio il caso di guardare con una certa invidia questi anziani in perfetta forma percorrere anche decine di km in bici.
Ma si ricordi anche che persone siffatte non si sono improvvisate ma, bensì, si allenano da una vita e da anni ed anni pedalano lungo tutti i percorsi.
Il ciclismo è salutare ma è anche uno sport di grande fatica e lo definiremmo uno sport ben poco leggero pur essendo classificato nell’atletica “leggera” e non certo pesante: ma si provi a pedalare in estate a temperature che non lasciano il caldo all’immaginazione, magari per una ventina di chilometri e poi si giudichi sulla leggerezza o meno dello sforzo.
Non per frenare gli entusiasmi ma per calibrare al meglio le aspettative si consiglia di affrontare con spirito ardito e sacrificio la bici da corsa ma sempre seguendo i giusti percorsi di fatica e gradualità, conducendo il proprio corpo verso i migliori traguardi possibili ma mai superando, almeno per il primo mese o venti giorni, l’ora o l’ora e mezza di pedalata continuata e sostenuta.
Solo dopo, a fisico temprato e dopo aver rotto il fiato a sufficienza sarà possibile iniziare a definirsi “ciclisti” nel senso reale e genuino del termine.

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Roberto S.

Laureato al Dams indirizzo musicale con una tesi di laurea in filosofia della musica, si divide tra la redazione di contenuti promozionali e la programmazione lato web per il mondo Linux e Microsoft. Nel poco tempo libero che gli resta trova anche il modo di suonare il sax.

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