Spesso si usa il termine “avere gusto”, ma esattamente cosa significa avere buono o cattivo gusto? Siamo 'persone di gusto' se riconosciamo la qualità di ciò che stiamo provando, che sia una portata gastronomica, una fotografia, un libro o uno spettacolo di teatro danza. Il gusto, notoriamente associato ai sapori, viene qui usato in senso più ampio, relativamente a qualsivoglia riconoscimento e uso del bello e della raffinatezza, da cosa deriva questa traslazione?
In questo breve articolo proveremo a raccontare la storia di come si sia formato il nostro modo di percepire le cose e di come “assaporarle”.
L'espressione 'buon gusto' è acclarata a pieno titolo nel nostro vocabolario corrente, ma la sua origine risale al nostro Rinascimento quando essa cominciò a diffondersi negli ambiti colti e raffinati della nobiltà dell'epoca.
La scelta di questa espressione non è da considerare del tutto scontata, proviamo a pensare all’espressione “avere naso” riferito alle scelte o all’intuito per esempio, è chiaro che anche l’olfatto ha avuto la sua importanza nella formazione di un’espressione idiomatica. Il motivo di quella scelta stava nel fatto che durante il Medioevo scienziati e filosofi avevano assegnato al gusto una capacità di conoscenza superiore a quella degli altri sensi.
La Summa de saporibus (Trattato sui sapori), è un testo in latino del tredicesimo secolo. In esso si postula la superiorità del gusto rispetto agli altri 4 sensi, benché anch'essi ci consentano una approfondita relazione con la natura. Tale supremazia è da attribuirsi alla capacità del gusto di penetrare appieno nella materia ogni qualvolta gustiamo un cibo o una bevanda.
“Entrare dentro la materia” è un’immagine molto evocativa e secondo noi risiede in questa visione, la natura del gusto come mezzo e senso conoscitivo delle cose che ci circondano. Se cerchiamo di riportare questo discorso su un tema meramente nutrizionistico potremmo giungere a vedere l’alimentazione come una forma di espressione artistica in cui forme, colori, sapori, si devono mescolare sapientemente per raggiungere una forma armonica e melodiosa.
Che sia una ciambella bicolore o una ciambella dietetica alla cannella, che sia un dolce di natale, o un risotto alla zucca, se mangiamo con “gusto”, quindi senza eccedere o essere carenti in nessun caso, anche la nostra salute ne risentirà positivamente, proprio come la nostra mente quando si trova di fronte ad un bel quadro o ad un bellissimo paesaggio.
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