Cos’è il gusto?

Spesso si usa il termine “avere gusto”, ma esattamente cosa significa avere buono o cattivo gusto? Siamo 'persone di gusto' se riconosciamo la qualità di ciò che stiamo provando, che sia una portata gastronomica, una fotografia Photo by Monika Grabkowska on Unsplash

Spesso si usa il termine “avere gusto”, ma esattamente cosa significa avere buono o cattivo gusto? Siamo 'persone di gusto' se riconosciamo la qualità di ciò che stiamo provando, che sia una portata gastronomica, una fotografia, un libro o uno spettacolo di teatro danza. Il gusto, notoriamente associato ai sapori, viene qui usato in senso più ampio, relativamente a qualsivoglia riconoscimento e uso del bello e della raffinatezza, da cosa deriva questa traslazione?

In questo breve articolo proveremo a raccontare la storia di come si sia formato il nostro modo di percepire le cose e di come “assaporarle”.

L'espressione 'buon gusto' è acclarata a pieno titolo nel nostro vocabolario corrente, ma la sua origine risale al nostro Rinascimento quando essa cominciò a diffondersi negli ambiti colti e raffinati della nobiltà dell'epoca.

La scelta di questa espressione non è da considerare del tutto scontata, proviamo a pensare all’espressione “avere naso” riferito alle scelte o all’intuito per esempio, è chiaro che anche l’olfatto ha avuto la sua importanza nella formazione di un’espressione idiomatica. Il motivo di quella scelta stava nel fatto che durante il Medioevo scienziati e filosofi avevano assegnato al gusto una capacità di conoscenza superiore a quella degli altri sensi.

La Summa de saporibus (Trattato sui sapori), è un testo in latino del tredicesimo secolo. In esso si postula la superiorità del gusto rispetto agli altri 4 sensi, benché anch'essi ci consentano una approfondita relazione con la natura. Tale supremazia è da attribuirsi alla capacità del gusto di penetrare appieno nella materia ogni qualvolta gustiamo un cibo o una bevanda.

“Entrare dentro la materia” è un’immagine molto evocativa e secondo noi risiede in questa visione, la natura del gusto come mezzo e senso conoscitivo delle cose che ci circondano. Se cerchiamo di riportare questo discorso su un tema meramente nutrizionistico potremmo giungere a vedere l’alimentazione come una forma di espressione artistica in cui forme, colori, sapori, si devono mescolare sapientemente per raggiungere una forma armonica e melodiosa.

Che sia una ciambella bicolore o una ciambella dietetica alla cannella, che sia un dolce di natale, o un risotto alla zucca, se mangiamo con “gusto”, quindi senza eccedere o essere carenti in nessun caso, anche la nostra salute ne risentirà positivamente, proprio come la nostra mente quando si trova di fronte ad un bel quadro o ad un bellissimo paesaggio.

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Marzia S.

Grande lettrice, amante della scrittura e appassionata di letteratura beat. Oltre che occuparsi come autrice di testi e musiche, ama dilettarsi anche nella stesura di piccoli racconti, articoli per funzine musicali, e sceneggiature.

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